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Perché un Grande Castelvecchio

Un museo per tutti

A più di cinquant’anni dal taglio del nastro, il Museo di Castelvecchio vede manifestarsi, accanto allo splendore delle opere esposte e al magistrale allestimento di Carlo Scarpa, alcune carenze strutturali che ne limitano le potenzialità. 

L’antico maniero scaligero è occupato solo in parte dal museo, e il suo destino di castello dimezzato appare sempre più incongruo alla luce delle necessità di spazi che un’istituzione moderna deve poter offrire ai visitatori sempre più numerosi e agli studiosi. 

Una crescita organica del museo negli spazi del castello consentirebbe di adeguarlo agli standard contemporanei in termini di accessibilità, accoglienza, fruibilità e servizi, rilanciandone il ruolo e l’immagine a livello nazionale e internazionale. 

Un progetto sulla linea di altri già attuati in Italia, che restituirebbe alla cittadinanza e ai visitatori spazi oggi non accessibili, perseguendo l’obiettivo di una rinnovata continuità per la storia della civica istituzione.

Il progetto

Grande Castelvecchio

significa:

La Storia

L’acquisizione degli spazi ora occupati dal Circolo ufficiali consentirebbe un significativo arricchimento non solo dei servizi essenziali per un museo moderno, ma anche della visita vera e propria.
Spostando la sala mostre temporanee in quell’area, Sala Boggian entrerebbe a far parte del percorso permanente, consentendo di esporre una cinquantina di opere ora nei depositi.
Di che opere si tratterebbe? Il percorso del museo presenta per tre quarti, con grande ricchezza, un panorama completo dell’arte scaligera dal Trecento alla seconda metà del Quattrocento, comprensivo di pittura, scultura, arti decorative. Solo un quarto del museo è dedicato alla pittura dal Cinquecento al Settecento. Sarebbero proprio questi importanti capitoli, di cui i depositi contengono testimonianze molto significative, che potrebbero trovare maggiore valorizzazione.
Ma non è tutto. Nel 2007, l’apertura del tratto dei camminamenti tra la torre del Mastio e la torre dell’Orologio – restaurata con il contributo degli Amici dei Musei Civici – ha portato nuovo pubblico e reso ancora più interessante la visita, conducendo a scoprire la statua di Mastino II della Scala, un piccolo giardino segreto e lo straordinario rapporto tra il monumento e il paesaggio, con il centro storico, il fiume, le colline. Tale percorso potrebbe arricchirsi con l’accessibilità al tratto dei camminamenti a monte del mastio lungo l’Adige: eccezionale sia dal punto di vista estetico sia dal punto di vista storico e urbanistico.

I servizi

Da quando il pubblico dei musei ha iniziato ad aumentare e, alcuni decenni fa, la National Gallery of Art di Washington e il Louvre si sono dotati di magnifici spazi per l’accoglienza dei visitatori, grazie alle limpide architetture di Ieoh Ming Pei, il tema dei servizi è divenuto centrale in ogni istituto di questo tipo.
Potendo spostare gli uffici della Direzione Musei nelle piccole stanze dell’ala del circolo, si libererebbe il pianterreno dell’ala di Sala Boggian, dove troverebbero posto una serie di servizi che ora sono carentissimi o mancano completamente: servizi igienici (al momento ne esistono due in tutto il museo, a diretto contatto con una sala espositiva!), aule didattiche per la preparazione della visita sia per scolaresche e gruppi sia per singoli visitatori, guardaroba e un bookshop ben più ampio e ricco di quello attuale, dell’attuale. Ma soprattutto, il Museo di Castelvecchio avrebbe finalmente a disposizione una caffetteria. Il restauro del ristorante del Circolo doterebbe Castelvecchio di un servizio ormai considerato essenziale in tutti i musei del mondo, con una straordinaria terrazza panoramica, aperto a tutti grazie all’ingresso dalle Regaste San Zeno, e accessibile direttamente dalle sale espositive per i visitatori.

Gli spazi

Castelvecchio è oggi occupato solo in parte dal museo, e il suo destino di castello dimezzato appare sempre più insensato alla luce delle necessità di spazi che un’istituzione moderna deve poter offrire a visitatori sempre più numerosi, ma anche ai cittadini e agli studiosi. Perché un Museo non dev’essere percepito soltanto come attrazione turistica, ma come luogo vivo, abitato da chi in città vive, lavora, studia.
Per poter garantire un’adeguata accoglienza, accessibilità e fruizione a tutte le tipologie di visitatori è necessario disporre di nuovi spazi, per dotare Castelvecchio di ascensori, percorsi adeguati e servizi tecnologici che consentano a tutti coloro che vi entrano di percorrere i suoi spazi agevolmente, senza soluzioni “a metà” come quelle previste oggi per i visitatori a mobilità ridotta.
Accessibilità, vivibilità, presenza di spazi ricreativi aperti a tutti sono requisiti indispensabili per un museo al passo con i tempi, capace di rappresentare l’identità collettiva di Verona e uno dei suoi principali “biglietti da visita”.
L’ampliamento degli spazi dedicati ai servizi e al ristoro renderà finalmente accessibili a tutti ampie zone di Castelvecchio, compresi gli spazi aperti delle corti e la terrazza sull’Adige. In maniera unitaria potrà essere affronto l’ammodernamento dei sistemi di sicurezza, per limitare il più possibile la necessità di personale di sorveglianza, e quelli degli impianti tecnologici e di climatizzazione negli spazi del museo.

La cultura

Un Grande Castelvecchio porterà a Verona, insieme all’arricchimento dell’offerta culturale, un conseguente sensibile incremento dell’economia.
Con quasi 5 milioni di arrivi, Verona in Veneto è seconda solo a Venezia, e il turismo è da anni in costante incremento per quanto riguarda gli arrivi. La permanenza media, però, stenta a crescere perché, come è sotto gli occhi di tutti i cittadini, prevale la tendenza per visite veloci “mordi e fuggi”.
Com’è già accaduto in città vicine, come Trento e Rovereto, il rinnovamento e l’ampliamento del museo a tutto il castello, con l’esposizione delle stoffe e delle armi dei signori della Scala e la ricostruzione della sua storia anche con strumenti multimediali, potrà creare un valore aggiunto che va ben al di là dei nuovi metri quadri acquisibili e costituire un forte polo d’attrazione
Il Grande Castelvecchio può contribuire a incentivare un turismo di qualità, con una permanenza più lunga, creando nuova ricchezza sia per i musei che per l’intera città con notevoli vantaggi anche per l’industria dell’ospitalità. Benefici che ricadranno non solo sul settore turistico e alberghiero, ma anche su quelli dell’impresa editoriale, alimentare, e dei servizi in generale creando un notevole indotto per l’intera città.

iniziative

Ultime notizie

Grande Castelvecchio: nasce la Civica alleanza

Con la formalizzazione dell’atto costitutivo e dello statuto prende ufficialmente il via il comitato “Civica Alleanza per un Grande Castelvecchio”, aperto a tutti coloro (associazioni, enti, singole persone) che ne condividano le finalità.

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I numeri per un grande museo

Il quotidiano L’Arena ritornata sui temi sollevati dalla presentazione nello scorso ottobre delle “Fantasie per Castelvecchio” con un ampio articolo nel quale Maurizio Cossato, curatore assieme ad Alberto Vignolo del volumetto promosso dagli Amici dei civici musei d’arte di Verona, puntualizza l’effettiva consistenza degli spazi attualmente in uso al Circolo Unificato dell’Esercito.

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Le Fantasie degli Amici

Fin dalla fondazione nel 1991 l’associazione Amici di Castelvecchio e dei Civici Musei d’Arte di Verona ha a cuore la sopravvivenza e lo sviluppo del nostro principale museo, tanto che, negli anni, in sintonia con l’Amministrazione comunale e con la Direzione dei musei, ha promosso e finanziato il recupero della torre di nord-est, della torre dell’orologio, l’apertura al pubblico di parte dei camminamenti di ronda, andando così incontro alle crescenti esigenze del museo.

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Più servizi e nuovi spazi

La presentazione del volume “Fantasie per Castelvecchio” ha rappresentato il punto di arrivo di un percorso di studio, frutto di un impegno collettivo di alcuni generosi consiglieri degli Amici dei Civici Musei d’Arte di Verona, coadiuvati dal fattivo contributo delle istituzioni museali.

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Quod fecerunt Barberini

A Verona esiste una situazione simile a quella che ha visto negli scorsi anni protagonista la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma. La storia del Palazzo come museo nazionale regolarmente aperto al pubblico comincia nel 1953, anno in cui Palazzo Barberini diventa sede della Galleria Nazionale di Arte Antica insieme a Palazzo Corsini, che lo era già dal 1895.

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Sul futuro possibile del museo

Una tavola rotonda presso la Società Letteraria di Verona ha rilanciato la campagna della Civica Alleanza per un Grande Castelvecchio per promuovere il comitato e perseguire l’obiettivo di una crescita organica del museo negli spazi del Circolo Ufficiali.

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fantasie per castelvecchio

Per saperne di più

Nel 2018 l’associazione Amici dei Civici Musei di Verona – tra i fondatori del comitato – ha pubblicato lo studio “Fantasie per Castelvecchio” che contiene una proposta per la crescita organica del Museo negli spazi del Castello. Frutto dell’impegno collettivo di un gruppo di studiosi coadiuvati dal fattivo contributo delle istituzioni museali, lo studio contiene la sintesi di un lavoro meditato ed elaborato nel corso di alcuni anni sul tema cruciale del Grande Castelvecchio e sulle ragioni che giustificano la richiesta del trasferimento del Circolo Unificato dell’Esercito in un’altra sede degna e prestigiosa. 

Fantasie

Scarica il documento in formato pdf “Fantasie per Castelvecchio. Una proposta per l’ampliamento del museo civico”.

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